Valentina Barbieri

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Valentina Barbieri
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Puoi sottoscrivere un piano di pagamento corrispondente o accedere al servizio principale che ci consente di sollecitare annunci pubblicitari personalizzati. Youcanprint antologia di famiglia e relazioni di Valentina Barbieri, 2019 La rivista “L’alieno nella pancia” racconta lo sviluppo di una comprensione reciproca tra ospitante e ospite.

Il libro racconta gli alti e bassi di una relazione che coinvolge sangue, emozioni forti e la possibilità della morte attraverso un racconto itinerante con dodici colpi di scena e uno stile di scrittura astuto e sardonico.

Morte, conflitto e dolore: I Barbieri, Valentina, ed. Collana Youcanprint, 2021 Emilia, 1 anno, viene rianimata d’urgenza in terapia intensiva il 20 febbraio 2020. Pochi giorni dopo la scoperta dei primi casi di Covid19 da parte del sistema sanitario nazionale, il governo ha dichiarato il primo lockdown a livello nazionale. È il record di una riscoperta e l’inizio di una nuova esistenza: “Il mondo si è fermato”.

La Malevolenza di Ondine Barbieri Editore: Valentina edizioni youcanprint Anno:

2013 Per tornare nel regno dei vivi, Ondine, una ragazza giovane e perspicace, ha ricevuto la chiave dagli spiriti. Ondine e il suo amico Francesco indagano sugli eventi paranormali alla ricerca di una spiegazione razionale e scientifica. Quando a Londra, la verità comincia finalmente ad emergere…

Il Gruppo Albatros/Valentina Barbieri Edizioni Voci Nuove in Il Filo Collana, 2012. Tra due amori, tra infanzia e età adulta: Il diario “In bilico” è il racconto di Valentina della sua crisi. Vale ha 17 anni, è iscritta ad una scuola superiore tradizionale, circondata da amici e familiari solidali. Quindi tutto sarebbe routine se non fosse che Valentina ha un appuntamento che l’aspetta dietro l’arco.

Barbieri Groupe Albatros, marchio di Valentina edizioni Collana il Filo Le Nuove Voci del 2010
Eli ha trent’anni; ha una vita tranquilla, amici sinceri e un rapporto sereno con i suoi genitori; tuttavia, le manca qualcosa di molto importante nella sua vita. Eli vuole innamorarsi come gli altri ragazzi della sua età, ma vuole farlo sul serio; trova imbarazzante parlarne senza aver provato forti sentimenti per qualcuno.

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Dall’amore per i bambini, le lingue straniere e la musica all’eccellenza dell’Istituto Limonta Donzelli di via Tagliamento a Milano. I ruoli presenti, passati e futuri come Coordinatore dei programmi educativi e pedagogici sono discussi da Valentina Barbieri.

Valentina Barbieri

Ti preghiamo di accettare la nostra sincera gratitudine per aver accettato il nostro invito. Per questo insegna inglese e musica e per entrambi è coordinatrice dell’istituto presso l’Istituto Limonta Donzelli di via Tagliamento a Milano. Cosa lo ha spinto a decidere su quelle linee di lavoro? Quali sono le qualità che la aiutano maggiormente nello svolgimento del suo lavoro?

Ho sempre avuto un debole per i bambini, anche da adolescente, ed è questo che mi ha spinto a diventare insegnante. Inoltre, ho sempre avuto una passione per la lingua e la musica, quindi mi sono formato per diventare un esperto in questi campi.

Dopo aver vissuto a Londra per un po’, sono tornata in Italia ma ero determinata a trovare un modo per mantenere il mio legame con il Paese. Ho iniziato a organizzare programmi di studio all’estero e, dopo alcuni anni, sono stata promossa alla posizione di preside di un’università britannica, dove ora supervisiona circa 450-500 studenti.

Ho solo 24 anni, ma ho sempre apprezzato profondamente il modo in cui il mio lavoro mi ha permesso di interagire con persone di ogni tipo. Avere un forte desiderio di migliorare la gestione della scuola è stato senza dubbio fondamentale per ricoprire il ruolo di Direttore. Avevo un obiettivo ambizioso che alla fine ho raggiunto: volevo diventare preside di una scuola prima di compiere 40 anni.

Quali ritiene siano i punti di forza di una scuola canossiana?

Ho sempre lavorato nel settore privato, prima per una scuola Montessori, poi per una scuola francese e ora per una scuola cristiana in Canada. Credo che la forza delle nostre scuole risieda nella disponibilità ad accogliere chi ha più bisogno, non solo dal punto di vista economico ma anche in termini di deprivazione culturale, relazionale e familiare.

In secondo luogo, gioca un ruolo cruciale l’importanza della famiglia e della comunicazione all’interno della famiglia. Infine, uno dei punti di forza della Scuola Canossiana è l’attenzione al singolo studente.

Quali tre parole userebbe per descrivere la sua scuola?

Affabili e cordiali; competenti e originali. Poiché ognuno di noi ha situazioni economiche e relazionali diverse, è importante essere comprensivi e accoglienti nei confronti delle famiglie. Possiamo definirci “professionali” perché abbiamo un pedagogo, tre psicologi e un logopedista che lavora all’interno della nostra realtà.

Innovativo perché cerchiamo sempre di migliorare ciò che già facciamo, sia che si tratti di un nuovo corso di Media Education o di un programma musicale CLIL che si svolge durante tutto l’anno scolastico.

Facciamo un salto nel futuro e consideriamo come potrebbe essere la sua scuola tra un anno o due. Una scuola che punti sull’insegnamento delle lingue straniere e che abbia a disposizione un numero sempre maggiore di insegnanti qualificati, magari affiancati da madrelingua che possano fungere da consulenti.

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