Gianfranco Fini Oggi

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Gianfranco Fini Oggi – L’inchiesta per riciclaggio, che riguarda l’acquisto di un appartamento per 300mila euro e la sua rivendita per oltre un milione di euro, richiede otto anni di Gianfranco Fini e nove della sua compagna Elisabetta Tulliani. Il suo esonero è stato chiesto dalla Procura dello Stato.

Anche se l’udienza è stata ritardata di due ore e mezza:

Lui è rimasto impassibile: passeggiava sereno tra le sedie dell’aula, Gianfranco Fini, ex presidente della Camera, leader di Alleanza Nazionale e autore dell’ormai famosa presa di distanza dai nazisti. fascismo (“male assoluto” dichiarò durante la sua visita a Yad Vascem) – indossa un abito grigio Principe di Galles.

Barbara Sargent e Maria Teresa Gerace, i pubblici ministeri, hanno spinto per una dura condanna, ma la cosa non sembra scoraggiarlo. Ma ora è accusato di riciclaggio di ingenti quantità di denaro tra il 2009 e il 2015 e rischia una pena detentiva di 8 anni. Il suo unico procuratore di Stato ha raccomandato l’assoluzione.

Questa è la storia dell’appartamento di Montecarlo (al 14 di Boulevard Princesse Charlotte) acquistato per poco più di 300.000 euro e poi rivenduto a un acquirente completamente ignaro per 1.200.000 euro. Una questione giuridica molto controversa.

Inizialmente archiviato da Giovanni Ferrara, allora procuratore capo di Roma, come un chiaro caso di frode, fu poi resuscitato come caso di riciclaggio di denaro da Giuseppe Pignatone, succeduto a Ferrara. Francesco Corallo, imprenditore delle slot machine, avrebbe evitato di pagare tasse per 85 milioni di euro, e secondo l’accusa avrebbe finanziato l’acquisizione.

La compagna del leader politico Elisabetta Tulliani e suo padre Sergio Tulliani hanno ricevuto una parte di quei milioni da Giancarlo Tulliani, cognato di Fini, che ha potuto trasferirli e disporne in risposta ad oneri fiscali.

Si è trattato più di una mossa d’affari che di un gesto di beneficenza:

Corallo voleva una legislazione che aiutasse la sua azienda, e la famiglia di Fini avrebbe potuto dargli l’aiuto di cui aveva bisogno. L’ex presidente della Camera si è finora difeso accettando l’idea che il famigerato acquisto della casa fosse influenzato da condizionamenti “affettivi” e ammettendo di non sapere da dove provenissero i soldi.

Anche se nell’atto d’accusa è citato come uno dei i responsabili della manovra di “occultamento” delle somme evase da Corallo. Nella sua qualità di imputato era assistito dagli avvocati Michele Sarno e Francesco Caroleo Grimaldi, i quali gli giurarono di non sapere da dove provenissero quei fondi.

Dopo un lungo calvario interiore – ha detto – sento l’obbligo morale di offrire un contributo alla verità”, ha aggiunto l’assistente, affiancando il compagno che ieri in tribunale aveva parlato di “comportamento malevolo senza scrupoli da parte di mio fratello”. Ha anche affermato che Fini era all’oscuro.

Finora sono rimasto in silenzio perché non voglio disturbare le mie ragazze. Ora, però, sono costretto ad ammettere la mia colpa. Non volevo che Gianfranco sapesse che volevo acquistare la casa e successivamente venderla. Non avevo dubbi che mio fratello fosse il legittimo proprietario dei fondi utilizzati per acquistare il condominio.

Al fratello fu chiesto di scontare nove anni di prigione, mentre alla sorella fu chiesto di scontarne dieci. Infine, Sergio Tulliani, il padre, riceverà cinque anni di carcere, mentre Rudolph Theodor Baetzen, un conoscente di Corallo che avrebbe rubato “ingenti somme di denaro corrispondenti al mancato pagamento delle tasse statali”, ne riceverebbe tredici.

Oltre all’accusa di appropriazione indebita della “madre”, l’imprenditore deve ora affrontare l’accusa secondo cui “Corallo e gli altri erano consapevoli di proteggere le proprietà offshore” dalle mani della Procura. Sentenza del 18 aprile.

Secondo la Procura di Roma l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini:

Rischia otto anni di carcere per l’accusa legata all’acquisto di un condominio a Montecarlo. La richiesta di condanna da parte del Pubblico Ministero a mio nome era inevitabile. L’ex leader di AN ha parlato della sua incrollabile fiducia nella giustizia, spiegando che ciò deriva dalla sua ignoranza delle accuse specifiche contro di lui.

Alla sua compagna, Elisabetta Tulliani, furono chiesti nove anni. Inoltre il padre di Sergio Tulliani, Giancarlo, è stato chiesto dalla Procura una condanna a 5 anni e una a 10 anni. Nel caso pende anche un’accusa di riciclaggio di denaro.

La fonte dei fondi è stata tenuta nascosta a Fini, secondo Elisabetta Tulliani. Mi sono assicurato che Gianfranco Fini non sapesse che mio fratello voleva acquistare la villa di Montecarlo. Ho taciuto sulla provenienza dei soldi di mio fratello perché ero sicuro che Fini non lo avrebbe mai saputo. Le azioni non etiche di mio fratello sono tra le delusioni più devastanti della mia vita.

Prego che la mia dichiarazione sia stata un passo nella giusta direzione verso la scoperta della verità. Nel corso di un processo per l’acquisto di una villa a Montecarlo, Elisabetta Tulliani, accusata insieme al precedente presidente, ha rilasciato la seguente dichiarazione della Camera, il fratello Giancarlo Tulliani e il padre Sergio.

Gianfranco Fini Oggi

Secondo la Procura di Roma è questa la pena che dovrebbe ricevere l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini per il suo presunto coinvolgimento in attività di riciclaggio. Il processo verteva sulla vendita della casa della contessa Annamaria Colleoni a Montecarlo ad Alleanza Nazionale e Giancarlo Tulliani fu accusato di aver utilizzato società offshore per acquistare la casa.

Una procedura avviata nel 2008 per poco più di 300.000 euro ha fruttato un profitto di 1.036.000 dollari sulla vendita dell’immobile nel 2015. La Procura ha chiesto nove anni di condanna nell’identico caso contro Elisabetta Tulliani, dieci per il fratello Giancarlo, e cinque dal padre Sergio.

Dopo aver escluso la transnazionalità come aggravante, i giudici della Sezione Quarta del Tribunale di Roma avevano già decretato, nell’ultima udienza, la prescrizione dell’accusa di associazione per delinquere. La Procura della Repubblica, pur condividendo le condizioni chieste dalla Procura di Roma per gli altri imputati, ha invece chiesto l’assoluzione di Fini.

Sento il dovere di confessare le mie responsabilità:

Ho nascosto a Gianfranco Fini il desiderio di mio fratello di acquistare la casa a Montecarlo. Non ho mai detto a Fini la provenienza dei soldi che ero convinto fossero di mio fratello”. Elisabetta Tulliani ha tentato di scagionare l’ex leader di Alleanza Nazionale durante l’udienza di oggi. Le azioni non etiche di mio fratello sono tra le delusioni più devastanti della mia vita.

Con questa osservazione spero di aver contribuito a trovare la verità. “Era ovvio che la pubblica accusa chiedesse una condanna. Io continuo ad avere fiducia nella giustizia e questo è dovuto alla mia totale estraneità a quanto mi è stato imputato”, ha detto Gianfranco Fini rispondendo alla richiesta di condanna dei pm. una convinzione. La sentenza potrebbe essere pronunciata nella prossima udienza del 18 aprile.

Alleanza Nazionale ha avuto in eredità un appartamento a Montecarlo dalla contessa Annamaria Colleoni, e la Procura di Roma li ha chiesti contro Gianfranco Fini, ex presidente della Camera, ed Elisabetta Tulliani, sua compagna, per un’oscura operazione di compravendita iniziata nel 2008. Il fratello dell’ex segretario di An, Giancarlo Tulliani, fu condannato a 10 anni, mentre Barbara Sargenti e Maria Teresa Gerace, che seguivano il caso, chiesero 9 anni per la moglie del segretario.

Ha cercato Sergio, suo padre, per cinque anni. Poiché all’udienza del 29 febbraio i giudici della quarta sezione collegiale hanno stabilito che l’accusa di associazione per delinquere è prescritta – accusa che è stata mossa contro altri imputati ma non contro Fini – l’unico reato contestato nel processo è quello di riciclaggio. L’esclusione dell’aggravante della transnazionalità è legata al giudizio dei giudici.

Vita privata Il suo primo incontro con Daniela Di Sotto risale agli anni ’80 tramite la moglie dell’amica e boss del partito Sergio Mariani. Non molto tempo dopo, Mariani tentò di togliersi la vita. La signora Di Sotto lascia il marito e va a vivere con Fini. Giuliana è nata nel 1985; era la loro unica figlia. Ha avuto un matrimonio civile tre anni dopo.

La notizia della separazione di Fini e della moglie è stata annunciata nel giugno 2007. La relazione con l’avvocato Elisabetta Tulliani è diventata di dominio pubblico dopo la separazione. Carolina è nata il 2 dicembre 2007 e Martina è nata il 10 ottobre 2009, da una relazione.

Sotto accusa nel processo casalingo di Montecarlo, Gianfranco Fini:

Riceve una richiesta di condanna quindici anni dopo i fatti (e sei dopo l’inizio del processo). A Elisabetta Tulliani, la sua compagna, è stato chiesto di fare nove anni di carcere, Giancarlo, suo fratello, dieci e Sergio, il padre, cinque. Anzi, ha chiesto alla Procura dello Stato l’assoluzione dell’ex presidente della Camera.

Il Pubblico Ministero avrebbe dovuto chiedere una condanna a favore di Tulliani, come ha affermato lei stessa. L’ex leader di Alleanza Nazionale ha dichiarato di avere fiducia nel sistema giudiziario, cosa che attribuisce alla sua mancanza di conoscenza delle accuse specifiche contro di lui.

Ho nascosto a Gianfranco Fini la volontà di mio fratello di acquistare la casa a Montecarlo e proprio oggi il suo socio lo ha scagionato. Ho taciuto sulla provenienza dei soldi di mio fratello perché ero sicuro che Fini non lo avrebbe mai saputo.

Tra i miei rimpianti più profondi c’è il comportamento non etico di mio fratello. Elisabetta Tulliani ha espresso in aula la speranza che la sua dichiarazione possa aiutare a scoprire la verità. Così, dopo quindici anni insieme, la donna ha finalmente rotto con suo fratello.

Impossibile perseguire Corallo – La contessa Annamaria Colleoni lasciò ad Alleanza Nazionale un appartamento nel Principato di Monaco e la vicenda ruota attorno alla vendita di quella residenza. Secondo le autorità, Giancarlo Tulliani avrebbe utilizzato i fondi della società di scommesse di proprietà di Francesco Corallo, il re delle slot, per acquistare la casae al 14 Boulevard Princesse Charlotte.

Corallo e l’ex deputato Amedeo Laboccetta sono stati tra i primi soggetti coinvolti nel procedimento. Inizialmente l’accusa era stata sollevata dall’accusa di associazione per delinquere finalizzata a appropriazione indebita, riciclaggio di denaro ed evasione fiscale. Escludendo l’aggravante della transnazionalità, i giudici della quarta sezione del Tribunale di Roma avevano già dichiarato, nell’ultima udienza, la prescrizione dell’accusa di associazione per delinquere.

L’asse Tulliani, Corallo e Fini – La prima struttura d’accusa formulata dalla Procura della DDA di Roma affermava che i membri dell’organizzazione criminale erano coinvolti in attività di elusione fiscale e riciclaggio di denaro per centinaia di milioni di euro. Una volta scagionato, Corallo avrebbe sfruttato il suddetto flusso di denaro per operazioni immobiliari che coinvolgevano i membri della famiglia Tulliani oltre che per scopi economico-finanziari.

Esiste una correlazione diretta tra il rapporto di Fini con Corallo e la sua partecipazione all’indagine. Un legame che, secondo l’accusa, costituirebbe il fondamento del patrimonio Tulliani. Questi ultimi avrebbero ricevuto da Corallo ingenti somme di denaro sui loro conti, con l’intento di finanziare le attività economiche e finanziarie dell’imprenditore nel Principato di Monaco, in Italia, nelle Antille olandesi e in Olanda.

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